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sabato 18 febbraio 2012

Acufene e psicofarmaci

‘Se hai un disagio psicologico per l’acufene prendi lo psicofarmaco!’.
Non avrei immaginato di dover tornare sul tema della formazione e dell’importanza della diagnosi nella cura per gli acufeni.
Da più parti si è diffusa l’idea che la pillola della felicità sia una e una sola e sia il rimedio di ogni tipo di disagio o sofferenza.
Peccato che l’esperienza e la realtà disattendano una visione così semplicistica e che, anzi, il bilancio farmacologico metta a dura prova anche i medici più esperti.
Occorre quindi ricordare che varie sono le tipologie di psicofarmaci così come diverse le dimensioni psicopatologiche che tengono sotto controllo in caso di necessità.
La cui prescrizione deve avvalersi di un consulto diretto con il medico di riferimento.

lunedì 13 febbraio 2012

Acufene e formazione degli psicoterapeuti

A sorpresa scopro che il blog è letto anche da colleghi che si interessano di acufene.
Concordo quando si dice che è importante avere una formazione specifica trattando di acufenici, anche solo avere una visione dei molteplici aspetti e piani che si intersecano nella diagnosi e nella scelta del trattamento più adatto.
Oggi la psicoterapia, cioè la cura di componenti psicologiche disfunzionali, ha raggiunto livelli di sofisticazione la cui efficacia ricerche sempre più diffuse a livello internazionale stanno scientificamente dimostrando.
Anche le nostre Università approntano ricerche di valutazione dell’efficacia degli interventi e forniscono strumenti a uso dei professionisti.
Naturalmente questo è quanto di meglio possa fare la scienza.
È finito il tempo di promesse di guarigioni miracolose o di sconforto impotente di fronte all’acufene, e vi sono dei casi che effettivamente presentano una sofferenza tale da mettere in scacco i professionisti che a vario titolo se ne occupano.
Ma ciò che importa è non gettare la spugna e mantenere ben chiara la rotta della ‘ricerca-azione’, cioè di quel ripensarsi in forma critica quando emergono difficoltà legate alla pratica clinica e alla cura che a ben vedere è insito nella formazione dello psicologo in Italia oggi.
Così mi piacerebbe che lo spirito critico e l’auto osservazione che connotano la professione di psicologo, dove il rimando continuo tra la teoria e la pratica costituisce il nucleo professionalizzante della disciplina, potesse destare l’interesse di un numero maggiore di colleghi in équipe multidisciplinari.

giovedì 29 dicembre 2011

Acufene: crisi depressiva o depressione da crisi?

Sembra una provocazione, ma è ormai riconosciuto l’enorme impatto che lo stress ha per l’emergere di patologie psicosomatiche.
Ufficialmente la scienza definisce l’acufene un sintomo, un disturbo, mentre vi sono associazioni che si battono per vedere riconosciuta questa come una malattia.
Non voglio entrare nel merito del dibattito poiché è spesso difficile stabilire l’origine dell’acufene, soprattutto se si tratta di un acufene idiopatico.
Tuttavia le neuroscienze e la PNEI evidenziano sempre di più la stretta relazione tra eventi ambientali e reazioni fisiche.
Proprio stamattina, mentre passeggiavo alla luce di un pallido sole invernale, mi stavo domandando quanto l’attuale crisi economica possa influire sull’equilibrio psicofisico delle persone in generale e sulla percezione dell’acufene in particolare.
Visto che di solito i problemi dell’umore e l’ansia vedono un incremento in queste situazioni, e visto che tali problemi si ritrovano spesso in persone con acufene, è possibile che gli indici di sofferenza degli acufenici possano subire a loro volta un incremento legato alla prospettiva di un peggioramento delle condizioni economiche e di qualità della vita conseguenti.