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martedì 6 marzo 2012

Acufene e approcci non convenzionali


In un precedente post parlavo di come sia sempre più marcato l’interesse della medicina per modelli anche molto distanti dal nostro come nel caso della medicina tradizionale cinese.
A maggior ragione con l’acufene dove è ormai risaputo che è difficile trovare un rimedio al disturbo.
Come affermavo nel post sull’EUTI, la posizione della medicina ufficiale occidentale anche per l’acufene non può e non deve dare indicazioni che non siano in qualche modo state sottoposte a verifica e, anzi, deve ricordare l’importanza di interventi oculati tenendo a mente che la prima regola della medicina è ‘non nuocere’.
Credo quindi che quando si incontrano approcci non convenzionali, sia importante informarsi bene sulla teoria, gli effetti e i rischi insiti nelle proposte di intervento mantenendo la giusta cautela.
Come si trova affermato nel sito dell’EUTI, del resto, non si possono negare delle guarigioni o dei miglioramenti che si sono rilevati dopo tali trattamenti in alcuni casi di acufene.

lunedì 16 gennaio 2012

Acufene e medicina

L’acufene è un sintomo. L’acufene è un disturbo. L’acufene è un suono anomalo in quanto privo di una sorgente esterna che lo causi.
Da qualsiasi punto lo si guardi quando l’acufene arriva subito ci si chiede ‘cosa c’è che non va?’.
L’acufene è un evento imprevisto, uno scarto dalla norma, una deviazione dal consueto funzionamento abituale. Prima che l’acufene si manifestasse, infatti, l’abitudine era un’altra.
Il senso di estraneità rispetto al precedente equilibrio porta molti a ricercare un rimedio.
Il primo interlocutore quando arriva il sintomo acufene, è il medico.
È importante escludere le cause più gravi responsabili dell’acufene anche se per la maggior parte dei casi non si danno.
Il canale su cui si esprime l’acufene è un canale fisico. È implicato il sistema percettivo, nello specifico la dimensione acustica, e le sensazioni sono collocate a livello dell’orecchio, o della testa, ma in generale l’acufene evoca un suono, quindi la compromissione dell’apparato uditivo.
In realtà quando emerge un acufene l’organismo può essere colpito a livelli ancora più vari: dalle parti più periferiche dell’orecchio, al sistema nervoso centrale, a sistemi anche molto lontani quali il sistema cardiocircolatorio o quello osteoarticolare.

Per questo la medicina ufficiale occidentale trova al suo interno specialisti che si occupano di questi diversi piani e l’indagine clinica si può avvalere di competenze apparentemente lontane da quello che appare di primo acchito l’acufene: un suono.
Così quando un acufenico inizia il suo iter di indagine alla ricerca di una soluzione per il suo acufene, spesso si trova in luoghi che non si sarebbe immaginato di visitare quando per la prima volta ha sottoposto al medico il suo disturbo.
Talvolta l’iter diviene un’incessante ricerca di cause, spesso sconosciute, o di rimedi per eliminare l’acufene o renderlo sopportabile.
La ricerca continua intanto a lavorare per trovare nuove cure che possano aiutare se non tutti (visto che la tipologia è varia) almeno alcuni casi di acufene.

domenica 15 gennaio 2012

Acufene: e se fosse una malattia mentale?

Come molti degli eventi che giungono inaspettati nella vita anche l’acufene può vedersi riservare diversa accoglienza.
Qualcuno sostiene di non avervi fatto caso e, anzi, sarà perché è trascorso molto tempo, ma proprio non riesce a ricordare quando l’ha notato per la prima volta.
Qualcun altro invece ricorda perfettamente il momento, il luogo, cosa stava facendo, cosa ha pensato e come si è sentito.
Devo ricordare che ho incontrato la maggior parte degli acufenici per una richiesta di aiuto professionale, dunque a causa di un disagio soggettivo e della conseguente difficoltà a trovare da soli la soluzione.
Gli acufenici che ho conosciuto sono quindi una ben precisa parte: quella che cerca un rimedio o una cura per l’acufene che non riesce a fronteggiare in modo efficace.
In ogni caso quanto ho raccolto dalle loro testimonianze si riferisce a un’accoglienza per nulla gioiosa.
Molti di loro, una volta stabilito che l'acufene era qualcosa di stabile e non proveniva dal frigorifero, né dall’appartamento accanto, né dal palazzo prospiciente o da un’astronave di passaggio, si sono ritrovati a chiedersi se quello non fosse un segnale di incipiente pazzia o malattia mentale.
In buona sostanza a chiedersi quello che qualsiasi persona sana di mente, interessata al proprio benessere e poco informata sull’acufene si sarebbe chiesta.
Se questo pensiero, anche solo accennato, può essere passato per la mente di molti acufenici, per lo più esso si dissolve dopo aver ricevuto una corretta informazione.
In alcuni sfortunati casi questo pensiero può insinuarsi al punto da diventare un pensiero prevalente e disturbante per affrontare il quale è spesso necessario ricorrere a un aiuto professionale.
In una minima parte può anche esservi sia la malattia mentale che l’acufene, ma questo non riguarda la maggior parte degli acufenici e , in ogni caso, questa osservazione ci dimostra come acufene e malattia mentale non siano fenomeni sovrapponibili.

giovedì 22 dicembre 2011

Acufene: è sempre segno di perdita uditiva?

Pare così strano, eppure capita in molti casi che l’acufene si accompagni a perdita uditiva.
Strano perché sembra un parodosso ‘sentire un suono perché non ci sentiamo!’.
In questi casi quello che accade è che sono colpite delle parti del sistema uditivo e la conseguente sordità viene ‘riparata’ dal cervello con la produzione di nuovi suoni o l’evidenziazione di suoni vicini.
Ma, questo tipo di ‘riparazione’ non si dimostra molto efficace visto che l’acufene disturba a volte più della difficoltà a sentire.
Forse in questi casi il rimedio è peggiore del male che cerca di curare?