È l’acufene un fenomeno tipico delle società occidentali?
Nel bel libro di Donatella Cozzi che ho appena finito di leggere, ‘Le imperfezioni del silenzio’, vengono ben descritte le implicazioni che il gruppo sociale può avere nella formazione ed espressione del disagio psicologico.
Solo per citare alcuni studi e senza entrare nel merito di una trattazione che qui non trova luogo, ricordo gli psicoanalisti quando parlano di ‘psicosi etnica’, l’Analisi Transazionale quando parla di ‘copione culturale’, e il ‘sistema’ delle teorie del campo.
Ma è sufficiente digitare su Google ‘acufene e cura’, o ‘acufene e trattamento’, o ‘acufene e rimedio’, per esempio, per trovare un’ampia rosa di possibili proposte percorribili per affrontare l’acufene.
E tali proposte implicano modelli molto disparati delle teorie occidentali come di quelle orientali, delle medicine antiche e tradizionali come di quelle moderne e all’avanguardia e, in alcuni casi, proposte che tentano un’integrazione e una rilettura di pratiche antiche applicate all’attuale stile di vita.
E del resto sappiamo da fonti scritte che già gli antichi egizi, gli assiro babilonesi e gli indiani del I sec. AC cercavano spiegazioni e rimedi al fenomeno dell’acufene.
Si può quindi affermare che l’acufene ha interessato e interessa una gran quantità di tempi, luoghi, persone, ‘presentandosi’ indipendentemente dai modelli che lo vogliono decifrare!
Acufene: un puzzle di difficile soluzione. Quali teorie vengono proposte? Quante sono le vie percorribili? Come lo vive chi ne soffre senza apparente via d’uscita? Una serie di osservazioni su un fenomeno affascinante e a tratti misterioso nella sua poliedricità che prende avvio dall’esperienza clinica come psicologa. Rivolto a chi a vario titolo se ne interessa.
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lunedì 13 febbraio 2012
Acufene: un fenomeno ‘universale’
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lunedì 2 gennaio 2012
L’ acufene e il ruolo dell’individualità
La nostra realtà è qualcosa che costruiamo o che esiste indipendentemente da noi?
Uno dei temi su cui l’uomo si è interrogato da tempi immemorabili.
Anche la psicologia ha posto e pone tra le sue questioni la relazione tra una realtà considerata oggettiva e l’apporto individuale, sia nel funzionamento normale che in quello patologico.
L’ansia, per esempio, può implicare antiche esperienze traumatiche (come la separazione dalle figure parentali che possono creare sentimenti dolorosi), o esperienze più recenti che, in ogni caso, non possono prescindere da quelle più lontane.
Ecco dunque l’importanza di andare a occuparsi di ciò che ‘sta sotto’ all’acufene, e di provare a immaginare questo come conseguenza e non causa del disagio psicologico.
E’ naturalmente riduttivo ipotizzare solo una causa psicologica all’insorgenza dell’acufene (come illustra bene la PNEI), ma è altresì riduttivo omologare gli acufeni in un’unica categoria.
L’acufene, in buona sostanza, non sarebbe sufficiente a spiegare lo stato di disagio di colui che presenta il sintomo, ma sarebbe uno degli indicatori su cui lo specifico disagio, che necessita di un adeguato bilancio clinico, si innesta.
Dunque non c’è una risposta univoca al disagio causato dall’acufene, e si ravvisa la necessità di attuare percorsi che ‘navighino’ sulle onde delle specifiche forme che ogni individuo con acufene presenta attraverso l’espressione e l’esplorazione dei suoi sistemi di significato.
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mercoledì 21 dicembre 2011
‘Sentire’ e Acufene
Ci avete mai fatto caso?
In italiano il termine ‘Sentire’ rimanda a significati vari:
Sento il suono del campanello
Sento vibrare il cellulare
Sento il battito del mio cuore dopo una corsa
Sento i brividi della febbre
Sento il calore di una tazza di the
Sento la paura dopo un incidente
Sento la tenerezza guardando mio figlio
Sento la rabbia per un’ingiustizia subita
Sento la gioia nel rivedere un amico
Sento il dolore di un mal di testa
Sento il dolore di aver perso un mio caro…
Non tutto il sentire è legato all’apparato uditivo o ai suoni.
E a volte una stessa parola può riferirsi a fenomeni diversi.
Pare banale, ma spesso nella quotidianità e per le abitudini ormai consolidate non ci si fa più caso, ed è come se a un certo livello in noi i significati si confondessero.
Credo che non sia superfluo ricordare questo aspetto perché capita anche che l’erronea individuazione della causa porti a cercare nel posto sbagliato la soluzione ai nostri problemi.
Questo è molto vero in caso di acufene.
Ci sono situazioni dove la chiarezza arriva dall’esterno, e altre dove è importante soffermarsi a riflettere più a lungo su noi stessi.
Ci sono situazioni dove la chiarezza arriva dall’esterno, e altre dove è importante soffermarsi a riflettere più a lungo su noi stessi.
Non accontentandoci di un solo aspetto, ma esplorando il maggior numero di parti che ci connotano.
Quelle conosciute e quelle meno evidenti a uno sguardo superficiale.
In ultima analisi: l'acufene non è solo 'sentire un suono'.
In ultima analisi: l'acufene non è solo 'sentire un suono'.
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