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mercoledì 21 dicembre 2011

‘Sentire’ e Acufene

Ci avete mai fatto caso?
In italiano il termine ‘Sentire’ rimanda a significati vari:

Sento il suono del campanello
Sento vibrare il cellulare
Sento il battito del mio cuore dopo una corsa
Sento i brividi della febbre
Sento il calore di una tazza di the
Sento la paura dopo un incidente
Sento la tenerezza guardando mio figlio
Sento la rabbia per un’ingiustizia subita
Sento la gioia nel rivedere un amico
Sento il dolore di un mal di testa
Sento il dolore di aver perso un mio caro…
Non tutto il sentire è legato all’apparato uditivo o ai suoni.
E a volte una stessa parola può riferirsi a fenomeni diversi.
Pare banale, ma spesso nella quotidianità e per le abitudini ormai consolidate non ci si fa più caso, ed è come se a un certo livello in noi i significati si confondessero.
Credo che non sia superfluo ricordare questo aspetto perché capita anche che l’erronea individuazione della causa porti a cercare nel posto sbagliato la soluzione ai nostri problemi.
Questo è molto vero in caso di acufene.

Ci sono situazioni dove la chiarezza arriva dall’esterno, e altre dove è importante soffermarsi a riflettere più a lungo su noi stessi.
Non accontentandoci di un solo aspetto, ma esplorando il maggior numero di parti che ci connotano.
Quelle conosciute e quelle meno evidenti a uno sguardo superficiale.

In ultima analisi: l'acufene non è solo 'sentire un suono'.

Acufene idiopatico: cos’è?

Come dicevo c’è una notevole difficoltà a definire un’unica classificazione per gli acufeni.
Vi sono però dei casi dove si possono determinare le cause e prendere gli opportuni provvedimenti.
Accade di solito per quegli acufeni chiamati ‘oggettivi’ (così detti perchè possono anche essere percepiti da una persona esterna).
Vi sono acufeni legati a patologie ‘lontane’ dalle strutture uditive, come quelle sistemiche (vd. ipertiroidismo), articolari, legate al sistema vascolare (per es. in alcuni casi di ipertensione), a forme tumorali, o seguenti a traumi cranici (per esempio dopo incidenti stradali).
Si può in questi casi trovare delle appropriate cure mediche, chirurgiche o farmacologiche che, eliminata la causa, possono far sparire anche l’acufene che vi era legato.
Soprattutto quando il problema è preso tempestivamente e sempre tempestivamente diagnosticato e curato dal medico.
Questa è però una minima parte dei casi di acufene (il che non significa che non devono essere definiti acufeni o che il loro disturbo deva essere considerato di ‘serie B’).
La maggior parte dei casi, invece, non ha una causa certa e definita.
Questi sono gli acufeni chiamati idiopatici.
Spesso bisogna andare indietro di 5, 10, e anche 40 anni, per risalire alla loro comparsa e di conseguenza è difficile stabilire le condizioni di insorgenza (tra l’altro all’epoca non vi era ancora la diagnostica strumentale o la formazione per escludere fattori precipitanti o causali quali lo stress).
Vediamo allora come sia importante avere una visione globale sulle varie tipologie di acufeni e loro metodi di cura prima di affermare che gli acufeni non hanno causa certa.
L'acufene che non ha causa certa ha un nome ed è ‘acufene idiopatico’.

lunedì 19 dicembre 2011

Acufene: classificazione

Sappiamo esservi classificazioni dell’acufene che si basano sulla sua causa (a volte ipotizzata, a volte certa), sulla parte corporea che interessa (orecchio, nervi acustici, cervello, sistema circolatorio …), sulle manifestazioni cliniche (oggettivo o soggettivo, ad esempio), sui risultati di alcuni test strumentali (audiometria, impedenzometria, ABR …).
Tuttavia è ormai riconosciuto come una classificazione univoca del tinnitus sia lontana dall’essere definita.
Perché allora permangono ancora queste categorie quando viene messa in dubbio la loro univocità (cioè la loro validità in tutti i casi di acufene)?
Questo avviene perché tali classificazioni si possono usare con pazienti per cui essa risulta utile.

Ovviamente dobbiamo tener presente che sono classificazioni usate da chi svolge attività clinica, ha esperienza ed è in grado di stabilire se tali diciture sono adeguate a quel paziente e a quell'acufene.
Inoltre soprattutto quando si lavora in équipe multidisciplinari è importante utilizzare un linguaggio che possa essere comune tra professionalità diverse.