Rumore. Tra i vari modi più o meno convenzionali di definire l’acufene c’è anche questo. Non posso evitare di riflettere sul motivo della scelta di questo termine. Così prendo lo Zingarelli e tra le varie accezioni trovo anche ‘dare l’allarme’ e ‘chiasso’. Ecco, credo che in queste due espressioni si condensi molta dell’esperienza soggettiva di chi mal sopporta l’acufene. ‘Chiasso’ rimanda a qualcosa di caotico, disordinato, fuori cioè dall’ordine quotidiano e abituale: un’esperienza di mancanza di controllo fastidiosa come spesso mi è stata riportata nei colloqui. Connesso è il senso di ‘allarme’, quel segnale che dice ‘sta per succedere qualcosa, tieniti pronto!’ e che è alla base dell’innestarsi dell’ansia in molti acufenici. L'acufene è quel qualcosa che deviando dalla norma persistentemente può preludere a scenari spaventosi. Non solo il timore di un definito danno fisico dunque quale può derivare da un trauma acustico, ma uno stato di allarme generico e pervasivo.
Acufene: un puzzle di difficile soluzione. Quali teorie vengono proposte? Quante sono le vie percorribili? Come lo vive chi ne soffre senza apparente via d’uscita? Una serie di osservazioni su un fenomeno affascinante e a tratti misterioso nella sua poliedricità che prende avvio dall’esperienza clinica come psicologa. Rivolto a chi a vario titolo se ne interessa.
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sabato 14 gennaio 2012
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